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UNITA’
( Federica
Storace)
Spesso mi sono
chiesta come raggiungere l’unità nei tanti contesti di disunione
che sperimentiamo ogni giorno, nell’inesorabile “sfilacciarsi” di
ogni valore, nella fatica delle scelte “totali”, nella difficoltà
delle relazioni, nell’assenza di motivazioni comuni…
E’ vero: solo
la pace del cuore ci permette di COSTRUIRE.
Ma in un tempo
tanto inquieto, con tutti gli input da cui siamo continuamente
bersagliati,
dove trovare
pace?!
Forse la
risposta, diversa per ognuno di noi, è comunque, per tutti, nella
ricerca di quel Dio che, solo, può far “nuove” tutte le cose,
trasformare persino il deserto.
Una
conversione del cuore, un continuo mettersi in discussione, il
rinunciare ad una parte, più o meno piccola di noi, per poter
generare qualcosa di nuovo.
Ma è
difficile, soprattutto quando una mal intesa libertà sembra
metterci in mano tutti i diritti.
Eppure…: “Se il chicco di
frumento non cade nella terra e non muore…”…
Forse
l’equilibrio è proprio saper morire a se stessi, mettere da parte
orgoglio ed aspettative, fare quello che non ci si sente di fare,
ciò che non toccherebbe a noi fare
ed investire
tutto nella fatica di mediare.
Lo dicevano
anche gli antichi: “In media stat virus”.
L’incontro
delle diversità è un ritrovarsi a metà strada, la stessa strada
che percorriamo pur essendo tutti diversi.
La meta:
equilibrio, armonia, unità…
Che rimane,
forse, un sogno perché accogliere l’altro, diverso da noi, è
faticoso come è difficile comunicare, agli altri, se stessi.
Che il Signore
ci perdoni tutte le opportunità lasciate cadere, i silenzi
ostinati, le occasioni mancate, la pigrizia nel muoverci incontro
ai nostri fratelli.
21 Giugno 2005
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