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Giulia Sansoni si cimenta
per la seconda volta con
l'impervio universo della
creazione letteraria
"Abbiamo tutti
bisogno di appoggiare i nostri
pensieri
in una lacrima,ogni tanto"
scrive quasi in apertura
l'autrice; il suo "volo
notturno" incomincia da
qui, dalla consapevolezza
del dolore e della
sofferenza esistenziale
come filtro alchemico
della fantasia. Immagini
eteree si susseguono in
atmosfere ovattate, di
mute piogge, di notti e di
neve, quasi fossero
sospese su una sorta di
placenta nella quale
sarebbe così dolce
rientrare ma al contempo
dalla quale è saggio
tenersi separati, poiché
in fondo la vita è così
preziosa, se solo si
riesce ad accettarla come
un dono. Sebbene la notte
con il suo profumo non
cessi di inquietare
sussurrandoci che l'
"altrove" è proprio lì,
davanti ai nostri occhi.
E' dentro il nostro petto:
"L'odore della notte è
attraente.
Mi porta per mano a
guardare le stelle.
A guardare la luna malata
d'inverno.
A sentire forte questo
sospiro del cuore".
Riccardo Roversi |