A Maria

di

Federica Storace

Ai tuoi tempi probabilmente non si ricordava la festa della mamma…

Niente pubblicità, cuori, poesie e fiorellini di cioccolato…

Eppure non c’è Maggio e neppure festa, nel mio cuore, senza …di te.

Che cosa provi, Maria, quando guardi noi donne di oggi che corriamo in questa società che marcia a “pieno regime”?!

Guidaci…

Forse non è stato facile, per te,  essere una donna allora ma non lo è nemmeno per noi adesso, in questo mondo del “problem solving”…

Chissà lo smarrimento che hai provato all’annuncio inaspettato dell’Angelo..

Quale confusione quando, con poche parole, ha… sconvolto tutti i tuoi piani.

Quanto dobbiamo ancora imparare noi da Te!

Da Te che, di punto in bianco, ti sei ritrovata giovanissima madre, con il rischio che il tuo Giuseppe non volesse più saperne di te e magari, anche esposta alle chiacchere della gente che delle donne, ai tuoi tempi, non aveva una grande considerazione…

Eppure hai detto sì, ti sei fidata, affidata a Dio….

Noi, invece, siamo autonome, indipendenti, consapevoli dei nostri diritti e del nostro “ruolo sociale”… ma non ci va che i nostri progetti vengano scombinati.

Cerchiamo sempre il modo per non rinunciare, per non sacrificare le nostre esigenze e siamo più “povere” perché prigioniere di una quotidianità fatta di salti mortali pianificati per arrivare sempre e dovunque.

Insegnaci che l’essenziale non è essere all’altezza delle aspettative della nostra esigente società di uomini e donne “riusciti” a tutti costi ma risentire, dentro il nostro cuore, le parole dell’Arcangelo Gabriele: “Nulla è impossibile a Dio…”…

Insegnaci a panificare di meno e a fidarci di più di Dio!

Insegnaci a difendere e custodire la vita come hai fatto tu.

Se non ne siamo capaci noi madri che abbiamo sentito muovere dentro di noi il mistero, il miracolo dei nostri bambini, chi lo potrà fare?!

E poi aiutaci a saper crescere i nostri figli con l’amore discreto ma presente che hai saputo dare tu a Gesù.

Facci trovare il tempo da dedicare ai figli perché siamo costrette, ora che abbiamo ottenuto l’emancipazione, a lavorare rimanendo fuori casa buona parte della giornata.

Donaci tempo, capacità di ascolto nonostante la stanchezza…

Attenzione…. La stessa che hai avuto a Canaa: “Non hanno più vino…”…

Allontana da noi la fretta perché c’è un tempo per ogni cosa: insegnaci tu a “serbare tutto nel nostro cuore”…

E, quando verrà il momento in cui “una spada ci trapasserà l’anima”, rimani con noi.

Buona Festa della Mamma… Maria

Maggio 2005

 

 

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